Sara

Il ronzio delle api ha cambiato la mia vita

Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui il susseguirsi di eventi fausti e non, ci porta di fronte ad un bivio: scegliere, decidere, saltare, oppure stare fermi continuando ad attendere che la situazione cambi da se, facendoci cullare più o meno dolce­mente da ciò che ci circonda ma che non ci da più nulla.

Ho lavorato per molti anni per un’importante azienda collezionan­do soddisfazioni, arricchendo il mio curriculum conoscendo persone.
Insomma amavo il mio lavoro.
A poco a poco negli ultimi tempi la si­tuazione è cambiata e lentamente ma inesorabilmente tutto si è capovolto: il malessere lavorativo aumentava e più insistevo nel cercare una soluzione in quell’ambiente, più mi trovavo a fare i duecento all’ora in un circolo vizioso dal quale non vi era altro sbocco se non uno, un taglio netto!

Sono state le api a dare indirettamente una nuova piega alla mia vita.
Tutto è iniziato con l’acquisto di una casa rurale in parte da ristrutturare, contorna­ta da un lotto di terra su cui spiccava­no alberi ad alto fusto tra cui numerose acacie.
lo ed il mio compagno ci siamo dati da fare: abbiamo iniziato personalmente i lavori di ristrutturazione e fra un martel­lo, un badile, una pennellata e un calcinaccio, di giorno continuava il nostro lavoro dipendente non ancora abbando­nato e alla sera ci recavamo al corso di apicoltura. Prima di frequentare il corso, delle api sapevo quello che la maggior parte delle persone conosce: che si posano sui fiori per raccogliere il nettare e che “seguono” l’ape regina. Ma nel momento in cui mi sono avvicinata a questo fenomenale insetto mi sono resa conto del nulla che mi avvolgeva sull’argomento e ho iniziato a maturare la necessità di scoprire e capire cosa si celava dietro un “vasetto di miele”.

Nel 2015 siamo partiti con tre amiche che ci hanno dato tanta soddisfazione, qualche puntura e tante domande perchè si sa che “dalla grammatica alla pratica non è la stessa cosa!”

Ma continuiamo a studiare cercando di assorbire tutto il possibile anche da chi di esperienza in campo ne ha tanta e di cui non esiste manuale scritto!

Sono convinta che lo Stato e i mass media dovrebbero puntare il riflettore sull’importanza delle api e su chi si dedica ad esse: si parla tanto di tutto, ma del fatto che le api sono in netta diminuzione e di cosa accadrebbe se si estinguessero, non viene diffuso né argomentato.

A tal proposito mi ha colpito una fra­se del mio insegnate di corso: “se vedi un’ape, ci sono buone probabilità che ci sia un apicoltore in zona”, ciò signi­fica che di api selvatiche ormai ce ne sono molto poche ma che esiste anche qualcuno che si occupa di quelle “do­mestiche”.

Ecco, questo è ciò che voglio fare anch’io, le arnie sono diventate quasi quaranta tra cui una BF Top Bar: il lavoro, le punture, le numerose sciamature di quest’anno metereologicamente ballerino, le domande e qualche momento di timore sono aumentati, ma la soddisfazione che si prova nello svolgere il lavoro di apicoltore e la consapevolezza che nel nostro piccolo diamo un grande contributo all’ambiente non hanno prezzo.